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Finanza

Spese regali di Natale

Un colpo di forbice alle spese natalizie. Reggono giocattoli e gastronomia.


Gli europei stringono la cinghia a Babbo Natale. Quest’anno spenderanno meno nella giostra dello shopping festaiolo. I rispettivi paesi soffrono il morbo della crisi economica. Il loro potere d’acquisto è in caduta libera. Il Vecchio Continente si fa i conti in tasca e decide di risparmiare, senza mortificare lo spirito della tradizione. Giocattoli per bambini e prodotti mangerecci restano sempre e comunque in cima alla lista delle compere.

La cartina delle spese natalizie la tracciano quelli della Deloitte, con un studio condotto su un mazzo di 6.800 voci raccolte in nove Paesi dell’Europa Occidentale. Di fronte alle previsioni economiche di un 2006 per niente roseo, i consumatori reagiscono di conseguenza, a seconda delle garanzie offerte dalla patria. Ne esce così un’altalena. Si scende in Germania, Italia e Portogallo, con una probabile flessione nel consumo natalizio pari al 9%, nel primo caso e al 6%, negli altri due. Si sale in Irlanda e Spagna, con le stesse percentuali di prima, accompagnate da segno positivo. Il divario di portafoglio e prospettive tra uno stato e l’altro risulta evidente. Gli irlandesi, ad esempio, dormono sonni tranquilli perché possono contare su una situazione lavorativa più sicura e non temono il loro bilancio finanziario. Il disagio, però, esiste ed è diffuso. Una spiegazione prova a darla Gilles Goldenberg, partner in affari a Deloitte. “I consumatori sono stati ingannati da un miglioramento che non c’è stato”. Il suo riferimento alle aspettative benevole per l’economia del 2005, smentite dall’anno in corso, è chiaro.

Conti a parte, gli europei non rinunciano a stilare la lista dei regali. Sognano di ricevere cd, dvd oppure libri e capi d’abbigliamento. La lettura sbanca nello Stivale: gli italiani la prediligono a vestiti e viaggi. Una particolare attenzione è rivolta alla manifattura dei prodotti. Le problematiche del commercio equo-solidale e del lavoro minorile sono sempre più sentite in Italia e Portogallo.

Padri e madri francesi sono già indaffarati alla ricerca del pacchetto giusto per i più piccoli. Non si direbbe lo stesso per i loro colleghi inglesi e olandesi. In Germani e Irlanda andranno a ruba i giochi tradizionali, quelli elettronici resteranno negli scaffali. I genitori italiani punteranno, invece, sull’utilità. Dalla scelta dei doni alla gastronomia, si prospettano tempi duri sulle tavole del Bel Paese, come in quelle di Parigi e Londra, con un menù natalizio “light” nel prezzo.

La scelta del regalo è sempre più virtuale. Tre quarti degli acquirenti europei usano il web per confrontare le tariffe, trovare l’accessorio particolare o la boutique specifica. La nuova bussola dello shopping è internet. Il 75% degli utenti in Europa naviga con questo scopo, il 68% in Italia. Più della metà dei soggetti interpellati da Deloitte ha confessato: si perderà nella rete per le spese natalizie. Inglesi e tedeschi sembrano essere i più convinti.


Autore :
Ambra Benedetti
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