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Cinema

Melissa P. censurato

Melissa P. censurato, tra depravazione e solitudine


La sofferenza di un’adolescente. La sua solitudine. Un gioco pericoloso si perde nel tunnel della depravazione e del dramma. C’è tutto questo in Melissa P., il film-scandalo liberamente tratto dal best seller “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”. La pellicola, prodotta dall’attrice Francesca Neri, è cruda e non passa al vaglio della censura. La sua visione è vietata ai minori di 14 anni.

Melissa ha superato di poco il limite di questa età. Da sedicenne, figlia di una madre un po’ infantile e di una nonna con lo spirito piuttosto giovanile, vive in una piccola città. Il suo cammino perverso comincia nell’incontro con Daniele. Prova un sentimento innocente per lui, ma viene travolta dal cinismo del giovane. Catapultata nell’universo del sesso adulto, la ragazza cambia volto. Da preda diventa predatrice. Intuisce il proprio potere attraverso la sessualità e si dirige verso la deriva. Il suo naufragio culmina in un evento tragico e nella presa di coscienza della madre, interpretata sul grande schermo da Fabrizia Sacchi. La protagonista, invece, si muove nel corpo di Maria Valverde. La diciottenne attrice spagnola recita con coraggio e partecipazione la storia di un personaggio tanto forte, quanto discusso.

“Credo di aver capito Melissa meglio di quanto abbia potuto fare una donna adulta - spiega la Valverde, che non era ancora maggiorenne quando ha iniziato a girare il film - ho capito quando si guarda allo specchio e si vergogna di sé, i suoi complessi, la conflittualità dei suoi rapporti familiari”. La giovane interprete iberica pone l’accento sul filo conduttore del film, quello più profondo e meno noto della solitudine.

La storia ruota attorno a tre donne sole, legate da un vincolo familiare ma incapaci di aiutarsi. “Io conosco bene quel sentimento - sottolinea Geraldine Chaplin, nel suo ruolo cinematografico di nonna della protagonista - ricordo la mia adolescenza con orrore: odiavo i miei genitori e mi sentivo molto sola. E la cosa più terribile è stata vedere mia figlia affrontare quel periodo con la stessa sofferenza, provare a gettarle un ponte d’amore da attraversare e non riuscire ad arrivare a lei”. La Valverde prende la palla al balzo e lancia un invito alla categoria dei genitori: “dovrebbero essere loro a vedere questo, più che gli adolescenti, per capire che devono osservare con attenzione i propri figli”.

La pellicola, in effetti, può essere letta con questa chiave. Parla di un momento tanto difficile, quanto delicato dell’esistenza umana. “E’ una storia di sentimenti duri - sottolinea Francesca Neri - l’adolescenza è un periodo fatto di esagerazioni e di esasperazione di ogni sentimento, ma è un passaggio fondamentale.” E’ stato questo aspetto a conquistare l’attrice. La Neri ha trovato in Luca Guadagnino il regista ideale per il suo film proprio perché si è avvicinato al romanzo con la stessa prospettiva.


Autore :
Ambra Benedetti
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