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Arte

L.B. Alberti a Firenze

Firenze celebra il genio dell’Alberti
A seicento anni dalla nascita, Firenze dedica a uno dei maggiori protagonisti della scena artistica del ‘Quattrocento una straordinaria mostra con oltre 160 opere, alcune delle quali degli stessi artisti dell’epoca che ne raccolsero gli insegnamenti

De Re Aedificatoria - Leon Battista Alberti

Sublime spirito creativo del primo Rinascimento, eccelso protagonista della scena prima del monopolio imposto da Leonardo, attento e preciso teorizzatore delle maggiori discipline artistiche, Leon Battista Alberti fu tra quelli che si suole definire un “genio”, nell’accezione più autentica del termine. Firenze ne celebra i seicento anni dalla nascita con una straordinaria mostra a Palazzo Strozzi, dall’11 al 23 luglio: “L’uomo del Rinascimento. Leon Battista Alberti e le Arti a Firenze fra Ragione e Bellezza”.

Nato nel 1404 a Genova, figlio di una ricca famiglia di commercianti fiorentini si avvicinò, nella prima parte della giovinezza, allo studio delle lettere divenendo in poco tempo grande conoscitore della lingua latina; ne fu padrone a tal punto da scrivere, ancora ventenne, una commedia a carattere autobiografico, il Philoxodus, che la critica del tempo arrivò a ritenere fosse niente meno che di Lepido. Iscrittosi all’Università di Bologna intraprese lo studio della pittura, dell’architettura, della scultura, della musica e delle scienze, raggiungendo traguardi notevolissimi.

Nei primi anni Trenta del Quattrocento fu a Firenze, vicino a Brunelleschi, Masaccio e Donatello, dalla cui frequentazione produsse un importante trattato, il De Pictura (tradotto anche in lingua volgare con il titolo De Pittura), una sorta di manifesto delle arti figurative, un’opera importante e nella quale Alberti cerca di attuare un approccio di tipo scientifico nello studio della materia. Nella città toscana lavora anche come architetto, ed è dall’amico Giovanni di Paolo Rucellai che riceve le commissioni più importanti: il completamento della facciata principale di Santa Maria Novella e il palazzo della famiglia Rucellai.

Altre commissioni lo portano a spostarsi a Rimini e a Mantova, presso la corte di Francesco Gonzaga. Si reca quindi a Roma, chiamato da Papa Niccolo V e, mentre firma importanti restauri nella Capitale, scrive un altro importante trattato, il De re aedificatoria, un’opera di grande respiro tradotta, nel XVIII° secolo, in italiano, inglese, spagnolo e francese.

Ma la sua curiosità lo porta anche a coltivare con interesse e profitto altre discipline: è tra l’altro, talentuoso organista, bravo archeologo (realizza una mappa topografica della Roma imperiale), cartografo, crittografo, scultore (autore del De Statua), pittore, matematico e fisico.

La mostra a lui dedicata, che raccoglie oltre 160 opere tra dipinti, disegni, sculture, gessi, elementi architettonici, manoscritti miniati, lettere e volumi a stampa e manufatti di arti minori, e che si avvale di avanzati strumenti didattici multimediali, intende volgere lo sguardo all’esperienza Albertiana come questa si concretizzò in Firenze. E dal momento che grande fu l’influenza negli artisti del tempo, sono esposte opere di Donatello (la Madonna col bambino del Louvre, la Madonna col bambino e angeli del Victoria and Albert Museum, il Banchetto di Erode del Musée des Beaux Arts di Lille), Beato Angelico (l’Armadio degli Argenti del Museo di San Marco), Botticelli (la Calunnia degli Uffizi), Andrea del Castagno, Ghiberti, Lippi, Neri di Bicci e Verrocchio. Tra esse l’eccezionale Città ideale del Museo Nazionale delle Marche, che recenti indagini radiografiche potrebbero indicare come “abbozzata” dallo stesso Alberti: suo, infatti, potrebbe essere un disegno scoperto sotto la pittura.

L’uomo del Rinascimento. Leon Battista Alberti e le Arti a Firenze fra Ragione e Bellezza
11 marzo - 23 luglio 2006
Orari: tutti i giorni 9-20; venerdì 9-23
Palazzo Strozzi
Firenze, Piazza Strozzi
Tel. 055.2776461
Accesso in mostra consentito fino a un’ora prima dalla chiusura


Autore :
Alvise-Marco Seno
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