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Letteratura

Il Fantasma di Canterville

Il Fantasma di Canterville. Oscar Wilde e lo scontro tra Passato e Futuro.

Autore: Oscar Wilde (1854 -1900) Titolo: Il Fantasma di Canterville (Racconto material-idealistico) Anno di pubblicazione: 1891 Genere: Narrativa

Oscar Wilde - Il Fantasma di Canterville

L’approccio di Wilde alla letteratura è dissacrante, parodistico, volto a mettere in ridicolo la società e gli uomini del suo tempo, con quell’accento polemico - umoristico che caratterizzerà tutta la sua produzione. Wilde non vuole essere serio, crede che l’unico modo per far riflettere il lettore sia quello di farlo ridere, di suggerirgli concetti importanti attraverso la commedia e il paradosso. Appella la serietà come “l’attitudine delle persone che hanno poca fantasia”. Il Fantasma di Canterville condensa tutto questo in un piccolo capolavoro impregnato di ironia e attacchi, più o meno espliciti, ad una cultura e ad una società che non capirà Wilde, ma che lo perseguiterà per tutta la sua vita.

Recensione: Nel 1891 Wilde pubblica Il Delitto di Lord Arthur Savile e altri quattro racconti, tra i quali il più brillante e noto è Il Fantasma di Canterville; lo stesso anno in rapida successione escono anche La Casa dei Melograni, La Sfinge, Intentions, nonché l’opera che è stata proclamata “il manifesto dell’Estetismo”, Il Ritratto di Dorian Gray.

Il breve racconto sul fantasma che infesta l’antico Castello di Canterville da tre secoli e che pare essere la causa di numerose morti violente tra i componenti della famiglia che lo hanno abitato, è in realtà giocato e costruito immediatamente su due piani di lettura diversi: quello della fiaba fantastica e quello della satira sociale e politica. Il bersaglio è sempre l’Inghilterra bigotta e conservatrice della fine del Novecento: la famiglia Otis, americana, pragmatica e rivoluzionaria, è pronta a mettere da parte l’antica famiglia aristocratica dei Canterville, attaccata ai valori del passato, e a comprare non solo il castello di Canterville, ma anche il fantasma che lo infesta e che rappresenta la sua storia e le sue radici.

“Acquisterò il fantasma assieme a tutto l’arredo. Provengo da un paese moderno dove possediamo tutto ciò che il denaro può comprare e, con tutti i nostri vivaci concittadini che ne fanno di tutti i colori al vostro Vecchio Mondo e che si accaparrano le vostre migliori attrici e prime donne, riconosco che se esistesse qualcosa di simile ad un fantasma in Europa lo avremmo in breve tempo in uno dei nostri musei pubblici o in uno spettacolo da strada.”

In un’atmosfera connotata con tratti prepotentemente fiabeschi, la famiglia americana arriva al castello attraversando un bosco di abeti e faggi, mentre dalle foglie e dal sottobosco fanno capolino scoiattoli e fagiani, ma quando entrano nel viale il cielo si scurisce improvvisamente e uno stormo di cornacchie si alza in volo. La prima cosa che Mrs. Otis nota entrando in casa è una macchia rossa sul pavimento: è il luogo dove il fantasma ha ucciso sua moglie. Nessuno è mai riuscito a eliminare la macchia di sangue. “Tutto ciò è assurdo - gridò Washington Otis - lo smacchiatore Pinkerton’s Champion e il Paragon la elimineranno in un attimo. ... In pochi attimi non vi era più traccia del la macchia di sangue. ... La mattina seguente, tuttavia, scendendo a colazione, trovarono ancora la terribile macchia di sangue sul pavimento.”

Gli americani sono un vero e proprio manifesto pubblicitario di prodotti innovativi sconosciuti alla retrograda e decadente Inghilterra: quando la famiglia Otis viene svegliata da un rumore di catene, il problema viene risolto con il consigliare al fantasma un buon lubrificante, il Rising Sun. E mentre il fantasma viene continuamente vessato dai dispetti e dagli scherzi dei gemelli Otis, chiamati The Stars and The Stripes (le stelle e le strisce della bandiera americana), l’attuazione dei suoi piani sanguinosi nei confronti dei componenti della famiglia diventa sempre più dura, tanto da farlo cadere in depressione e poi malato a letto. Preso a cuscinate, colpito con cartucce di pistola, caduto a causa di fili tesi nel corridoio buio dai gemelli, il fantasma vuole solo vendetta.

“Il suo piano d’azione era il seguente. Avrebbe raggiunto con calma la stanza di Washington Otis, gli avrebbe borbottato qualcosa ai piedi del letto e si sarebbe pugnalato tre volte alla gola al suono di una musica lenta. ... Avrebbe continuato la sua opera nella stanza occupata dal ministro degli Stati Uniti e dalla moglie: avrebbe appoggiato una gelida mano sulla fronte di Mrs. Otis, mentre avrebbe sussurrato nelle orecchie del marito tremante gli orribili segreti dell’oltretomba. Riguardo la piccola Virginia, non aveva ancora preso una decisione; qualche sordo gemito proveniente dall’armadio sarebbe stato più che sufficiente. ... Riguardo ai gemelli, era determinato a dar loro una lezione.”

Nessuno dei piani di vendetta del fantasma va a buon fine e lui è addirittura costretto a rinchiudersi nella sua stanza-nascondiglio e a uscire solo una volta ogni tanto durante la notte per manifestare la sua presenza nel castello, quel tanto che gli permette di mantenere un po’ d’orgoglio e di svolgere il suo compito di fantasma al meglio.

Nella guerra tra Vecchio e Nuovo Mondo però non ci sono né vinti né vincitori. Se è vero che il fantasma, orgoglioso della sua vita di malvagità e delitti, capisce fin da subito che è uscito sconfitto dalla “battaglia” con i nuovi inquilini del castello, è altrettanto vero che anche la famiglia americana non ne esce bene, fossilizzata nella sua incosciente ignoranza e nella sua sicurezza di superiorità culturale. L’epilogo è affidata alla piccola Virginia, che non ha partecipato alla persecuzione del fantasma con il resto della famiglia e che rappresenta il vero elemento di comunicazione tra i due Mondi. Sarà lei infatti ad accompagnare simbolicamente tutto ciò che resta dell’aristocrazia inglese, e cioè un fantasma, nella tomba. Wilde intuì quella che sarebbe stata una grandissima rivoluzione del Novecento: lo spostamento dell’asse di dominio culturale dall’Europa, ormai incapace di agire nella storia, all’America, una terra giovane e vitale.


Autore :
Lucia D’Addezio
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