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Arte

Helmut Newton a Milano


Helmut Newton, la realtà trasformata in sogno

25 febbraio - 4 giugno 2006, Palazzo Reale a Milano, “Sex and Landscapes”. Arriva finalmente nella capitale del fashion system l’opera riassunta in 90 scatti significativi di Helmut Newton, grande fotografo ma soprattutto interprete rivoluzionario della vita. Newton, tedesco di origine e australiano di adozione, ha lasciato un vuoto enorme nella fotografia di moda con la sua morte avvenuta a Los Angeles il 23 gennaio 2003. Grazie però alla Fondazione Helmut Newton, curata dall’amatissima moglie June (alias Alice Springs), e alle varie esibizioni, questo personaggio vive ancora per non dimenticare mai chi ha fatto dell’obiettivo fotografico un modo di vedere il mondo ed in particolare l’universo femminile.

La donna è la musa assoluta nella sua nudità, nella sua femminilità, nella seduzione che affascina e cattura l’uomo in un gioco feticista. Una nudità che sicuramente ha scatenato polemiche e critiche perché Newton ha abbattuto i tabù, le sue immagini propongono donne forti e trasgressive che non hanno paura o vergogna, ma che sono fiere dei loro corpi. Corpi statuari, anche non perfetti (ha fotografato anche celebrities e donne “normali”), ma altamente erotici e provocanti.

Attraverso questi 90 scatti si vede un fotografo amante della sua macchina fotografica, intesa come continuazione di se stesso: si racconta infatti che ovunque andasse fotografava. Paesaggi urbani, marini, edifici enigmatici, deserti. Sex and Landscapes: paesaggi che contrastano con i nudi, ma che in fondo si completano. Newton è riconoscibile anche per le foto in bianco e nero forse per il suo daltonismo che non gli permetteva di distinguere i colori: uno sforzo per fare percepire almeno obiettivamente la sua fotografia?

Certo è che non si possono analizzare le sue opere senza capirne il backstage. E’ fondamentale perciò pensare a cosa scaturisce il risultato di immagini così forti, che lasciano quasi senza parole per una nudità cruda e sfrontata, ma così vera. Perché non c’è verità più vera che nel nudo.

Erotismo voyeuristico, ossessione per la costante sessuale e soprattutto la trasformazione della realtà in sogno sono le caratteristiche forti di questo fotografo che non ha mai voluto definirsi un’artista nonostante abbia dato al mondo della moda e non solo un contributo decisivo per capire i segreti della realtà senza tempo.


Autore :
Francesca Carbonaro
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