
E se l’attesa di Edward è si imbarazzata ma spasmodica, quella di Florence si mischia al disgusto per ciò che sa di dover affrontare ma da cui vorrebbe fuggire. Il corpo ed il sesso di Edward sono ostacoli difficili da valicare ed il sentimento di inadeguatezza che la pervade come un veleno sarà la molla che condizionerà tutto il loro destino.
Ian McEwan descrive con puntualità chirurgica l’ostilità, il senso di umiliazione, la totale inadeguatezza nei confronti del sesso, di una giovane coppia che aspira ad essere libera nel matrimonio ma che invece vi ritroverà il proprio disfacimento.
Il carattere dei personaggi viene tratteggiato con assoluta chiarezza senza morbosità, divenendo in certe pagine, il pretesto per allargare il discorso ad una più ampia visuale che comprenda la società, la politica, la cultura dell’epoca.
McEwan descrive mirabilmente, con fraseggio particolareggiato sebbene mai prolisso,di quanto il sesso sia compagno sconosciuto e l’orgasmo maschile una impudicizia aberrante da strofinare via con foga straziante.
L’universo giovanile in cui galleggiano i due sposi è minato di confini di pietra oltre i quali se ne intravedono sempre di nuovi. Impossibile dunque che l’amore possa reggere il peso di tali intime difficoltà.
Ed è proprio il senso di disfatta prima e di acquiescente rassegnazione poi, che l’autore delinea con l’ abilità del cronista che racconta i fatti così come essi involvono fatalmente.
A cura di : Alessia Rocco