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BMW M6

BMW M6 M come Mostruosa

BMW M6

Ammirare il suo design significa perdersi tra le sue superfici sinuose e morbide che disegnano volumi possenti. E’ larga, larghissima, un design dotato di una personalità unica nel suo genere, perché sa armonizzare l’eleganza BMW con il fascino di un grande coupé con quattro posti comodi e la gigantesca forza del suo motore.
Rispetto alle sorelline minori, 630 e 650, la M6 ha in sé la possenza di un aereo con le ruote, una di quelle auto dalle prestazioni irraggiungibili da mani inesperte. Eppure è elegante e si lascia condurre con tutta la «morbidezza» di una berlina grazie all’ottimo comfort di marcia. Ma guai a provocarla!

Motore, trasmissione, sospensioni
In posizione anteriore sta un monumentale 10 cilindri a V con testa a quattro valvole per cilindro, doppia fasatura variabile Vanos, una farfalla per ogni cilindro, centraline motore a corrente ionica. La potenza massima è di 507 Cv a 7.750 giri (coppia massima di 520 Nm), probabilmente abilmente «frenati» per garantire il superbo livello di affidabilità tipicamente teutonico (se si «lavorasse» sull’elettronica, certamente comparirebbero, come per magia, altre svariate decine di cavalli!). La trazione avviene sulle enormi ruote posteriori da 19», coadiuvata da controllo dinamico di stabilità DSC.
Il cambio l’SMG, meccanico semiautomatico a sette marce (gestibili tramite leve al volante o attraverso il selettore sulla consolle), è un’altra primizia tecnologica: il livello di «intelligenza» raggiunto da questa trasmissione è semplicemente sbalorditivo: basti pensare alla funzione «drivelogic» che permette al pilota di scegliere tra undici programmi di gestione della cambiata con, in più, l’opzione che gli permette di adeguarsi al suo stile di guida. L’assetto, infine, garantiscono la massima flessibilità di questa automobile: possiedono un dispositivo che ne permettono il controllo elettronico (EDC) per scegliere tre difersi programmi (Comfort, Normale e Sport).

Il fattore M
Quando la BMW M6 viene messa in moto, il motore eroga 400 Cv. In questa configurazione l’auto è una specie di leonessa che passeggia tranquillamente per il «suo» territorio.
Il mordente c’è tutto, pronto a proiettare l’auto in avanti obbligando a pronti cambi marcia e frenate tempestive (l’impianto offre prestazioni straordinarie e una grandiosa resistenza all’affaticamento). Tuttavia, sulla razza destra del volante, c’è un pulsante magico, con una lettera M: se si osa premerlo l’M6 diventa una leonessa con una grande fame in mezzo a un branco di gazzelle. Scatenata, ti serve sul piatto i suoi 507 Cv tutti in un momento, costringendo il sistema di controllo di trazione agli straordinari!
Infatti il pattinamento delle ruote viene continuamente scongiurato per evitare plateali sovrasterzi di potenza. Da 0 a 100 in 4»6 e da 0 a 200 in poco più di 14» sono un’assoluta certezza. L’M6 sembra indiavolata e solo ai fatidici 250 l’elettronica «spegne» i bollori per garantire ancora un minimo di margine di sicurezza. Ma se il limitatore viene eliminato, i 330 orari sono garantiti!

In sostanza
Mai 115.000 euro sarebbero meglio spesi. Un’auto straordinaria, ridondante di tecnologia delle competizioni e in grado di regalare emozioni autentiche.


Autore :
Alvise-Marco Seno
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