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Musica

Adam Green - Jacket Full Of Danger

Jacket Full Of Danger è il quarto lavoro del giovane e promettente cantante newyorkese Adam Green, emerso dalla variegata scena underground statunitense grazie ad un affascinante mix di generi, che vanno dal folk allo swing, dal soul al pop, fino alla musica orchestrale.

Jacket Full Of Danger

Adam Green è un giovanissimo cantautore folk americano. Nasce nel 1981 ed è uno dei classici ragazzini del liceo un po’ sfigati. La sua carriera musicale inizia presto: Green, insieme all’amica Kimya Dawson, fonda la scanzonata band dei Moldy Peaches, le “pesche guaste”. A 14 anni, snobbando la carriera scolastica e il college, Green decide di andare in tour con i Moldy Peaches, invitati a fare da band di supporto agli emergenti Strokes. La band si scioglie nel 2002 con all’attivo un album in studio, l’omonimo The Moldy Peaches, e una raccolta che contiene una serie di registrazioni di live, sessions, cover e divertenti estratti audio dei “dietro le quinte” della vita del gruppo, Unreleased Cutz and Live Jamz 1994-2002. Green, dopo lo scioglimento della band, intraprende la carriera solista e da allora ad oggi la sua fama è un continuo crescendo.

Il suo ultimo LP, Jacket Full Of Danger, è uscito con la “firma” della Rough Trade, etichetta storica di musica alternativa, che annovera tra i suoi pupilli anche Strokes e Belle and Sebastian e che di per sé è già una garanzia. Pubblicato il 10 Marzo 2006 in Europa, Jacket Full Of Danger segue l’acerbo ma affascinante esordio del cantautore newyorkese Garfield (2002) e i meravigliosi Friends Of Mine (2003) e Gemstones (2005) in cui Adam Green sperimenta musicalmente e liricamente, con un mix personalissimo di musica orchestrale (con tanto di violini e viole) e folk triviale e giocherellone, che ci riporta inevitabilmente alla sua attività con i Moldy Peaches.

Jacket Full Of Danger riprende un percorso sonoro e vocale, già avviato con i lavori precedenti, tipico dello stravagante cantautore. Anche se molti, fan e non, sono rimasti delusi da questo nuovo lavoro, tacciato di essere statico e di riproporre cose già sentite, la qualità è buona, il suono curato. “Novotel”, “Nat King Cole” e “Hollywood Bowl” sembrano già dal primo ascolto dei perfetti singoli preconfezionati e pronti a finire sugli scaffali dei negozi. “Cast A Shadow” è una delicata ballata che strizza l’occhio al pop che stranamente non stride con il vocione profondo del giovane Adam, ma che anzi le dona il ritmo e le sonorità caratteristiche di questo piccolo istrione dell’anti-folk. Per non contraddire la sua fama di scapestrato “combina guai”, oltre a perdersi in una stazione di servizio Francese durante il tour 2006 in preda alle allucinazioni causate dall’assunzione combinata di alcool e medicinali, Green non dimentica di inserire la cupa e divertente “Drugs” (“I like to do drugs,/I like to have drugs/I like to hold a cigarette full of grass in my hand”), inno contorto e provocatorio alla droga in tutte le sue forme. Come si sia risolto la smarrimento del cantante è ormai leggenda, o per meglio dire, una questione di fortuna, dato che Green, in evidente stato confusionale, per di più in pigiama, è stato letteralmente raccattato da due diciassettenni che lo avevano riconosciuto, e che, dopo averlo rifocillato, lo hanno accompagnato alla tappa successiva del tour, Lione, dove gli altri componenti del gruppo lo avevano ormai dato per spacciato.

Green è famoso in Francia ma soprattutto in Germania, dove a sorpresa è diventato una specie di “idolo” della scena dell’indie-rock, guadagnandosi numerosi passaggi persino in trasmissioni per natura necessariamente “pop” come TRL, su MTV Germania. In America, sua terra natale, è meno noto, se non nella strettissima cerchia di musicisti e “addetti ai lavori” nata attorno ai club underground di New York, città che ha dato i natali ad altri gruppi ormai noti ai più, come gli Strokes e gli Yeah Yeah Yeahs. In Inghilterra è conosciuto soprattutto per la cover di "What a Waster" dei Libertines e per l’amicizia che lo lega sia a Pete Doherty che a Carl Barat, membri “separati in casa” degli stessi Libertines. I tour che lo hanno portato in giro per l’America e per mezza Europa, spesso come spalla di gruppi più famosi, tra cui i soliti Libertines, The Thrills, Bright Eyes, Phantom Planet, hanno raggiunto un paio di volte anche l’Italia. L’ultima esibizione nostrana in ordine temporale è quella allo Spaziale Festival 2006 di Torino. Anche Ben Kweller, l’altro cantautore in ascesa della nuova scena folk americana, ha condiviso con Mr.Green il palco in varie occasioni. Proprio Ben Kweller ha duettato con lui nell’imperdibile "Kokomo", cover dell’omonima “canzoncina tutta spiaggia e surf” dei Beach Boys.

*** Tracklist:
01. Pay The Toll
02. Hollywood Bowl
03. Vultures
04. Novotel
05. Party Line
06. Hey Dude
07. Nat King Cole
08. C-Birds
09. Animal Dreams
10. Cast A Shadow
11. Drugs
12. Jolly Good
13. Watching Old Movies
14. White Women
15. Hairy Women

Link utili: www.adamgreen.net - www.roughtrade.com


Autore :
Lucia D’Addezio
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